Post

Sulle gambe

Immagine
Dedicato ad Arturo Guerreschi, detto il Signor Mino. Per i suoi racconti, per il suo esempio, per l’amicizia che sempre ci legherà. E mi tiene sulle gambe, come non faceva più da tempo. Mi tiene sulle gambe e il suo respiro è la primavera che viene. Davanti il lago, le anatre, due svassi, un cigno che plana sull’acqua maestoso e arrogante. Gli alberi che mettono fiori, le loro radici felici del sole che riporta Persefone fuori dall’Ade. Il cielo è terso, in una tonalità di blu che non vedevo da tempo. Da quanto non venivo qui , gli dico. Da quando non ci veniamo più insieme , risponde lui. In quell’azzurro passa un aeroplano. Sorride. Sorride sempre quando passa un aereo. Lui li guidava da giovane. Nella seconda guerra mondiale era in aviazione, mi ricorda, strizzandomi l’occhio come per dire: faccio apposta, lo so che la sai questa storia. Lo so che te l’ho raccontata almeno un milione di volte. Ma stavolta no, non te la racconto. E invece sono io che approfittando del salto di uno sc...

in un punto della notte.

Immagine
qui sul prato, o mia piccola voce, mi sono fatto d’api per volare e parlare miele. ma la nebbia è un cubo bianco e solido. dove siamo? chi chiamiamo? qui, fra notabili e giudici e spie e roditori di porte, io non voglio imparare la parola giusta. ma cantare ancora la mia piccola parola sincera. non mi prenderete nella morsa dei colletti. io sono per il pugnale o per la carezza. il tiepido mi nasconde. per questo innalzo tre colonne  per ogni lato di mondo e le faccio preghiera.   si possono schivare gli sguardi.  lanciarsi nella mischia da soli.  rimanere parte del cielo.   è una conquista cadere. 

Lacrime di fuoco

Immagine
Mustafa se sta a brucià! - l’urlo arriva dal centro della piazza. Ripetuto più volte. Gridato a voce nuda, a spaccare a metà il cielo. Un urlo e una vampata di calore che rende sfocata, per un attimo, la facciata della cattedrale che come un gigante osserva la piazza da così tanti anni. Mustafa se sta a brucià! - la voce potente si fa largo nei padiglioni auricolari della città. Scuote il cuore, incendia l’anima. Andrea tiene per la mano sua madre. Ha 8 anni. Andrea che si commuove per un film, Andrea che ha regalato tutti i suoi pastelli a un suo compagno di classe, perché non li aveva. Andrea che è a Milano per la prima volta. Tutto gli sembra così grande. Tutto diverso dal suo piccolo paese. I palazzi, tutta questa gente che gli si muove intorno, questa chiesa gigantesca. Così bianca, così bella. E poi le vetrine addobbate per Natale. Il grandissimo albero pieno di luci colorate. Le bancarelle di legno. Andrea che mangia un pezzo di marzapane a forma di anguria, felice come una re...

#cicalio

#cicalio c'è stato un momento in cui anch'io scrivevo di me. poi ho smesso, perché non mi trovavo. nemmeno all'occorrenza. nemmeno andando in fondo. a fondo. c'è stato un momento in cui m'hai reso felice. è successo con poco. una goccia nella crudeltà. l'infinito sul palmo della mano. perché vorrei dirti di non voltarti indietro. che il passato ci lascia di sale. vorrei dirti di metterci un piede all'indietro e uno in avanti alle cose, ma poi restare a guardare il cielo, in meraviglia d'esserci, appena. c'è stato un momento in cui ho creduto alla vita nascosta degli angeli. e ti toccavo fra le scapole per sentire se c'erano ali. c'è stato un momento in cui lo spavento è rimasto accucciato per terra. come un cane ai piedi del padrone. e non ho pianto per un nonnulla. non mi sono aggrappato ai cornicioni. c'è stato un momento in cui eravamo tutti più buoni. compreso me.

cicalio4

Immagine
scopre come moltiplicare il tempo a sua disposizione, ma poi piange per l'invenzione!

cicalio3

.misuro questa stramaledetta felicità col metro della notte. e piango e rido. bisognoso di tutto, senza voler niente. nel mezzo dell’età, avendo capito poco il gioco, m’addestro alla bellezza col cuore in allarme.

ammansisco lo spavento

.   ammansisco lo spavento. faccio il bagno di folla. metto spilli agli occhi per restare a guardare. chiedo tenerezza, il farmaco del silenzio. i progetti sono genuflessioni. i fatti mi mordono gli occhi. col tempo a maggior nemico, cucio lo sbrego di nuovo. al niente mai arrivo. riparto. cancello. riscrivo. 100617: 12:09: con la tenerezza dei loro sguardi faccio i conti. Senza imparare mai nulla, sembra. Senza arrivare mai a nulla. Col padre che chiede a Dio il momento, che ci tiene la mano e ci bacia. Ambulanze che entrano dirompenti nei nostri pomeriggi piovosi. C’è un limite alla certezza. È poca cosa il chiedersi. Non c’è risposta. Non c’è, se non nel tiglio che fiorisce in questo vento. E il suo profumo e gli occhi suoi, ancora.

1dvoi

Immagine
1dvoi. Ai miei maestri illustri. 1dvoi miei maestri. che vi posate come farfalle agli angoli delle strade e non avete pietra dove posare il capo. e senza coperta affrontate il gelo della notte e avete piedi lisi dal viaggio e nudi andrete come siete venuti. per ogn1dvoi un figlio splendente sorriso del cielo. da accompagnare in passi incerti da cui imparare. e per ogni figlio uno sbaglio lacerante da rimediare. lacrima del cielo. per voi odiare la macchina e cavalcarla nelle sue svariate forme. entrare nel male col rischio del giocatore. buttare la carta in questo tempo liquido come argento vivo. per voi trovarsi nel fuoco come il santo eremita con un coltello in mano. per voi la casa da sistemare, il tempo da trovare da rubare alla notte e il volo del calabrone. farsi largo fra le macerie e impugnare la spada che lacrima di cielo. non dimenticare. non dimenticare. non dimenticare. fare di tuttecose uno e di uno tuttecose. saper pregare di baci. 1dvoi miei timoni. per lasciare l...